I porti, l’ambiente, l’arte

 

L’antica rotta tra Brindisi e Gerusalemme tocca alcuni dei territori più belli e ricchi di storia del Mediterraneo.

Il percorso che abbiamo seguito può essere diviso in tre parti perché, secondo noi, tre sono le differenti aree con caratteristiche specifiche per i servizi, la natura e l’antropizzazione.

La prima parte corrisponde al mar Ionio, ambiente moderno, infrastrutturato, con marina efficienti ,dove è facile trovare ogni tipo di assistenza, con locali di ogni genere e qualunque offerta di servizi. I supermarket sono pieni di merce, ogni isola ha il suo aeroporto con comodi voli, molti anche diretti in Italia. Un mare come il nostro Tirreno o Adriatico. Il panorama comprende, sempre e ovunque, vele charter che da aprile a novembre riempiono ogni piccola baia.

Nella seconda parte, dal Peloponneso proseguendo a est fino a Rodi, si entra in un mondo nuovo, dove bisogna quasi sempre arrangiarsi, ad eccezione di pochi marina molto belli. Si alternano porti con alti standard occidentali a porticcioli non presidiati e coste deserte, senza assistenza, la notte completamente al buio. Gli approvvigionamenti del gasolio si effettuano con camioncini in banchina e con il rischio di rifornirsi di un carburante di bassa qualità, a volte misto a residui di acqua o mucillagini. Questo è l’incubo di chi viaggia in Grecia! La cambusa spesso si fa in piccoli minimarket diprossimità. Anche qui quasi tutte le isole hanno i loro aeroporti da dove partono aereiturboelica su piccole piste, quasi tutti diretti alle isole maggiori o ad Atene, dove non sempre si trovano coincidenze facili e in giornata per l’Italia, specialmente fuori dall’ alta stagione. Quindi il viaggio dalle piccole isole può durare anche due giorni.

Nella terza parte, dopo Rodi, aumentano le distanze, bisogna viaggiare di notte, non vi sono molte navi per via delle guerre e delle belligeranze. Si naviga quindi in un mare vuoto, in spazi, sensazioni e ambienti naturali diversi tra loro. Cipro è molto evoluta, sta crescendo al 4% all’anno, sembra di essere in Inghilterra, ma non dobbiamo dimenticarci che ci troviamo a 150 miglia da Suez, che sfioriamo le acque territoriali libanesi (dove non siamo coperti dalle nostre normali assicurazioni) e la Siria dista solo 120 miglia. Israele, moderna ed evoluta, è evidentemente una nazione in guerra, con un controllo dei confini rigidissimo e ancor di più nel controllo di quelli del mare! Insomma cambia l’aria che si respira.

Avevamo stabilito che la veleggiata si sarebbe esaurita con la rotta di andata, lasciandoil ritorno alla libera scelta di ognuno, secondo la rotta preferita. In realtà si ritornerà tutti insieme in flottiglia fino a Rodi perché quella è la parte più difficile, lunga e solitaria del viaggio.

Primo tratto: da Brindisi a Zacinto.

BRINDISI  è il luogo da cui  partiamo, perfetta base di partenza per tutto l’ Adriatico. La Marina di Brindisi è un bellissimo porto, con un ottimo ristorante e panorama sul Castello Alfonsino aragonese. Il petrolchimico non si vede, il vento tira sempre da nord e non si sente l’ inquinamento. Le spiagge sono vicine, potete fare una affascinante passeggiata di 10 chilometri al tramonto avanti e indietro sul grande molo nord del porto. Brindisi ha un bellissimo lago interno che è il suo articolato e storico porto. La Colonna Traianea testimonia  la fine delle vie francigene e guarda il porto la continuazione per Gerusalemme e le molte strade per l’ oriente.

Aeroporto di Brindisi a 5 km dal porto.

Tappa 2: Otranto

Una strutturata e molto ben organizzata, Lega Navale Italiana di Otranto gestisce i pontili del porto turistico. La Cattedrale merita la sosta: il grande mosaico dell’ Albero della Vita conferma i nostri principi. I monaci nel 1164 hanno disegnato tutti i simboli religiosi conosciuti: insieme. Perché alla fine l’albero della vita ha una sola  radice. Bello il libro di Grazio Gianfreda,  Il Mosaico di Otranto. Anima per l’Europa, Edizioni del Grifo.Il comune di Otranto ci ospita per gli ormeggi e ci offre la visita alla cattedrale.

Tappa 3: Erikoussa

In italiano Merlera, è una piccola isola tra l’Italia e Corfù, deliziosa e tranquilla. Si gode di un tramonto mozzafiato su Othonoi e l’Adriatico dal bar Fiki, poco frequentato. Nel 2018 al nostro primo passaggio il nuovo porto non aveva ancora le trappe , che abbiamo trovato appena posate al ritorno, a fine agosto. L’ottimo ristorante del supermercato locale ci avvicina alla cucina greca con pochi soldi e una bellissima atmosfera sotto  pini e  eucalipti.

Tappa 4:  Corfù

Una rocca storica, la città antica, angoli eccezionali. Corfù è una perla. Ma il Porto di Mandraki è spettacolare. Costruito nel 1400 è ancora come allora. Si entra solo per mare o attraverso  una piccola porta ad arco di 2 metri di altezza per 4, nelle mura della Vecchia fortezza. Non ci sono frangiflutti e l’ orizzonte è dolce con il mare calmo e l’ Albania  sullo sfondo, arsa e brulla.

Aeroporto di Corfu a 8 km dal porto

Tappa 5: Lefkada

Spiagge chiare e mare cristallino che ricordano i Caraibi. Dopo aver passato un ponte girevole un suggestivo canale di 4 miglia porta  al bacino  ionico delle isole ioniche più signifcative. Il Marina di Lefkada è uno dei più belli della Grecia, efficiente e riposante.

Aeroporto a Preveza 15 km dal porto.

Tappa 6: Itaca

Isola a forma di farfalla, patria di Ulisse. Qualcuno si emoziona scoprendola la prima volta,  ma d’estate i charter della baia di Vathi ti riportano alla realtà del turismo di massa. Il paesino, però,  ha ancora angoli meravigliosi: ristoranti lontani dal paese da raggiungere con il tender, l’ isoletta che ospitava una prigione e una zona di isolamento., le chiesette ortodosse…

Tappa 7: Cefalonia

Famosa per il film “Mediterraneo” è una delle isole più belle dello Ionio, con testimonianze d’antichità.

Aeroporto nazionale di Cefalonia con collegamenti per Atene sull’isola

Tappa 8: Zante

L’antica Zacinto, mito greco e posto di tappa delle rotte mercantili del passato. L’omonima città portuale, capoluogo e centro nevralgico, si sviluppa intorno a Piazza Solomos, sul lungomare. Presso spiagge popolari come Agios Nikolaos, Alykanas e Tsilivi si può nuotare e praticare sport acquatici. Su quella del Navagio, raggiungibile via mare, è visibile il celebre relitto di una nave naufragata nel 1980, che giace in una piccola baia sabbiosa all’ombra delle scogliere.

Aeroporto di Zancinto

Secondo tratto: da Zacinto a Creta.

Tappa 9: Pylos

A metà del Peloponneso, un porto tranquillo,  con testimonianze del passato medioevale.

Tappa 10: Citera

Dalla nascita di Venere, dea della bellezza e dell’amore, ai monumenti bizantini, alle fortezze veneziane, ai monasteri e alle chiese di campagna: un  piccolo mondo con grandi tracce del passato.

Tappa 11: Chania

La città più veneziana di Creta.La Canea in italiano.  È celebre per il porto veneziano del XIV secolo, per le anguste stradine e per i ristoranti sul lungomare. All’imboccatura del porto svetta un faro del ‘500 che denota influenze veneziane, egiziane e ottomane. Proprio di fronte, il Museo Nautico presenta modelli di navi, oltre a oggetti e fotografie di tema navale. L’ex monastero di San Francesco ospita il Museo Archeologico di La Canea.

Tappa 12: Rethimon

Vicino a Heraklion, la più grande città di Creta, famosa per il minoico Palazzo di Cnosso sulla costa settentrionale dell’isola. Capoluogo dell’omonima unità periferica, con 32.468 abitanti è la terza città dell’isola per popolazione e una delle sue principali mete turistiche.

Aeroporto di Heraklion

Tappa 13: Agios Nikolaos

 

Tappa 14:  Sitia

Nella parte orientale di Creta, tra coste per lo più rocciose e frastagliate. Sitia è una piccola e piacevole cittadina costiera con circa 15.000 abitanti, costruita a semicerchio sul lato occidentale della baia omonima, un tipico e tranquillo porto del mar Egeo. Sitia è fornita di un aeroporto che la collega con Atene, Rodi, Karpathos e Kassos. Via nave è collegata con il Pireo (porto di Atene), Karpathos e Kassos.

Terzo tratto: da Creta a Rodi.

Tappa 15:  Kasos

Isola incontaminata, arsa,  spiagge bianche  pochi abitanti. Caso, in italiano, è un’isola dell’Egeo appartenente geograficamente all’arcipelago del Dodecaneso e dal punto di vista amministrativo comune autonomo della periferia dell’Egeo Meridionale con 990 abitanti al censimento 2001. Vi è un porto turistico mai finito e mai aperto ufficialmente, ma grande e dove è possibile ormeggiare”alla greca”, complessivamente migliore di Pigadia, l’ isola più grande tra Kasos e Rodi.

Tappa 16: Rodi

Rodi, l’isola più grande del Dodecaneso, è famosa per le località balneari, le antiche rovine e per essere stata occupata dai Cavalieri di San Giovanni durante le Crociate. Nel centro storico della città di Rodi si trovano due siti medievali: Via dei Cavalieri e il Palazzo dei Gran Maestri, con una struttura simile a un castello. Occupato dagli Ottomani e ricostruito dagli Italiani, il palazzo ospita oggi un museo di storia.

La più grande isola del Dodecanneso.

Aeroporto internazionale

Quarto tratto: da Rodi ad Haifa e Tel Aviv.

Tappa 17:  Kastellorizo

Castelrosso, ufficialmente Megísti, in turco Meis, è un’isola e comune della Grecia, posta all’estremità orientale del suo territorio. Incontaminata isola nota per  essere stata il set del film “Mediterraneo”, a 80 miglia da Rodi e 200 da Cipro. nell’ 800 era abitata da 20.000 abitanti , oggi in inverno non conta più di 20 persone. Pochi servizi , ma uno di tutto. Affascinante enclave greca nella costa turca.

 

 

 

 

Aeroporto di Kastellorizo con collegamenti con Atene

Tappa 18: Cipro – Limassol

 

La Repubblica di Cipro occupa la parte meridionale dell’omonima isola, che si trova nel Mediterraneo orientale. L’isola (e la sua capitale Nicosia) è spartita a nord con la Turchia. Nota per le sue spiagge, Cipro ha un entroterra aspro e ricco di vigneti. Pafo, sulla costa, è rinomata per i siti archeologici dedicati al culto di Afrodite, incluse le rovine di palazzi, tombe e ville rivestite di mosaici.

Aeroporto di Larnaca

 

Tappa 19: Tel Aviv

Tel Aviv è una città israeliana situata sulla costa del Mediterraneo, caratterizzata dai severi edifici bauhaus degli anni ’30, molti dei quali si concentrano nella zona della Città Bianca. I principali musei sono il Beit Hatfutsot, le cui mostre multimediali illustrano la storia delle comunità ebraiche sparse per il mondo, e il Museo Terra di Israele, che è dedicato invece all’archeologia, al folclore e all’artigianato regionali. Nel perimetro di questo museo si trova inoltre uno scavo aperto con rovine del XII secolo a.C. Oggi Tel Aviv è una città giovane: l’età media della sua popolazione è 34 anni, e la voglia di fare festa si respira per strada.  Negli ultimi anni, grazie al suo fervore culturale, ai nuovi collegamenti aperti dalle compagnie aeree low-cost e al suo clima sempre mite, Tel Aviv è diventata anche una popolare meta turistica. E, visitandola, ben si capisce il perché.

Aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.

Tappa 20: Gerusalemme

Che dire? è la storia del mondo, innumerevoli libri sono stati scritti. E’ oggi una città moderna di circa 1 milione di abitanti che incomincia a accogliere circa 4 milioni di turisti all’ anno dotata di efficientissimi collegamenti con tutta Israele. Andare e viverla per capire…