Gerusalemme città portuale sulle sponde dell’eternità

Gerusalemme città portuale sulle sponde dell’eternità

Yehudah Amichai

Gerusalemme città portuale sulle sponde dell’eternità.
Il Monte del Tempio è una grande barca, una lussuosa nave
da crociera. Dagli oblò del suo Muro Occidentale osservano i giusti
ilari, i passeggeri. I Hassidim sul molo agitano le mani
in saluto e gridano urrà, arrivederci. E lei
di continuo attracca e salpa. E i recinti e le banchine
e i poliziotti e i vessilli e l’albero maestro delle chiese
e delle moschee e i comignoli delle sinagoghe e le scialuppe
dell’Halleluyah e i flutti delle montagne. Si ode un suono di
shofar: un’altra è salpata.
Marinai di Yom Kippur in divisa bianca
si arrampicano tra scalette e funi di preghiere infallibili.
E le contrattazioni, i cancelli, le cupole d’oro:
Gerusalemme è la Venezia di Dio.

Poesia di Yehudah Amichai (1924-2000), scrittore, scrittore, giornalista e dramaturgo israeliano di origine tedesca che nella Seconda guerra mondiale combatté nella Brigata ebraica; è il poeta della quotidianità e dei sentimenti umani. Le sue liriche sono intense e tra le più belle della poesia israeliana.
Traduzione di Sarah Kaminski e Maria Teresa Milano.